Il budget Google Ads si legge sulla fattura di Google. Il costo vero si legge nei clienti che non hai ottenuto e non puoi contare.
Parliamo di numeri. Non stime astratte, ma calcoli che si possono fare con dati reali. Perché capire il costo reale della pubblicità mal strutturata cambia il modo in cui si guarda al problema.
Prendiamo un’azienda ticinese tipica. Diciamo che spende trecento franchi al mese in Google Ads, con un costo medio di uno e cinquanta per click. Duecento click al mese. Fin qui è tutto chiaro.
Dove vanno i soldi che non vedi
Il primo livello di perdita è la frequenza di rimbalzo. Se il sito è lento o poco chiaro su telefono, possiamo stimare che almeno il 60% dei visitatori va via entro dieci secondi senza fare nulla. Quei 120 click sono già persi: hai pagato 180 franchi per visitatori che non hanno visto nulla di utile.
Ti rimangono 80 visitatori che effettivamente vedono il tuo sito. Di questi, quanti compilano un modulo o chiamano? Su un sito medio, senza pagina di destinazione dedicata, senza un numero di telefono ben visibile, senza una ragione convincente per agire adesso, si arriva raramente al 3-5%. Tre o quattro contatti al mese.
Trecento franchi divisi per quattro contatti: settantacinque franchi a contatto. E questo è solo il costo pubblicitario, non il tuo tempo, non le risposte, non la gestione delle richieste.
Come cambia il calcolo con un sito ottimizzato
Stesso budget, stesso numero di click. Ma con un sito veloce, mobile-friendly, con una pagina di destinazione costruita per convertire, la frequenza di rimbalzo scende al 30%. Adesso hai 140 visitatori reali invece di 80.
E se il tasso di conversione sale dal 3% al 7-8%, che è un obiettivo realistico per una pagina ben fatta, ottieni dieci o undici contatti al mese invece di quattro.
Trecento franchi divisi per dieci contatti: trenta franchi a contatto. Lo stesso budget produce due volte e mezzo i risultati. Non perché la campagna sia migliorata, ma perché quello che c’è dopo il click finalmente funziona.
Il Quality Score e il costo nascosto
C’è un altro costo che quasi nessuno calcola. Google valuta la qualità dell’esperienza che offri agli utenti e la usa per determinare quanto paghi per ogni click. Si chiama Quality Score, va da 1 a 10, e influenza direttamente il costo.
Un annuncio con Quality Score 3 può costare tre o quattro volte di più per click rispetto a uno con Quality Score 8, anche se le parole chiave sono identiche. Un sito lento, una pagina di destinazione generica, contenuti poco rilevanti per l’annuncio: tutte cose che abbassano il Quality Score.
In pratica, chi ha un sito scadente paga di più per la stessa posizione. Chi ha un sito buono paga di meno e compare più in alto. Il sistema premia chi lavora bene sul prodotto finale, non solo su chi spende di più.
L’investimento che si ripaga
Mettere a posto il sito prima di fare pubblicità ha un costo. Una revisione tecnica, una pagina di destinazione, eventuali miglioramenti alla velocità: può richiedere qualche centinaio o qualche migliaio di franchi, a seconda dello stato di partenza.
Ma quel costo si ammortizza velocemente. Se ogni mese risparmi la metà del budget sprecato e ottieni più del doppio dei contatti, il ritorno sull’investimento si vede in pochi mesi. Non è una promessa: è la matematica di quello che abbiamo visto succedere più volte con i clienti ticinesi che hanno seguito questo percorso.
Da Wuesse.com valutiamo la situazione attuale di ogni cliente prima di consigliare qualsiasi investimento pubblicitario. Puoi iniziare da qui: siti web su misura per PMI ticinesi e pubblicità online con fondamenta solide.


